1927. Un anno che accelera

L’Italia si mette in ascolto e prende nota.

Nasce il Pubblico Registro Automobilistico, affidato al RACI, mentre da Roma l’EIAR porta per la prima volta la voce della radio nelle case del Paese. È l’anno in cui i confini sembrano meno lontani: Charles Lindbergh attraversa l’Atlantico senza scalo, da New York a Parigi, dimostrando che il viaggio non è più solo distanza, ma visione.

Anche Reggio Emilia cambia ritmo. Il Teatro Politeama Ariosto rinasce nel segno del progetto dell’ingegner Guido Tirelli, nuovo spazio di cultura e spettacolo. In Piazza Libertà viene inaugurato il Monumento ai Caduti della Grande Guerra, memoria scolpita nel cuore della città. E per la prima volta Reggio accoglie il Giro d’Italia: a vincere è Alfredo Binda, in una giornata che porta lo sport dentro la storia urbana.

Sulle strade passa qualcosa di ancora più straordinario. La prima edizione della 1000 Miglia attraversa la città lungo la tratta Parma–Bologna–Firenze. Settantasette vetture al via, cinquantacinque al traguardo. A imporsi è la OM 665 “Superba” Torpedo Sport di Minoia e Morandi, dopo 21 ore, 4 minuti e 48 secondi di gara, a una media di oltre 77 chilometri orari. Un passaggio che non è solo competizione, ma promessa di futuro.

ACI Reggio Emilia è lì, lungo quel percorso. Testimone di un’Italia che corre, di una città che accoglie, di una mobilità che diventa racconto condiviso.